Appartamento dell'Ottocento

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Percorrendo le Anticamere degli Alabardieri e delle Guardie del Corpo, destinate a funzioni di rappresentanza, illuminate da grandi lampadari in bronzo dorato del XIX secolo e decorate dal pavimento in cotto a finto marmo, si giunge al salone di Alessandro, terza anticamera destinata ai “non Titolati”, così denominata dall'affresco della volta di Mariano Rossi, raffigurante il “Matrimonio di Alessandro il macedone e la principessa orientale Roxane”. Il Salone di Alessandro (detto anche “Sala di marmi”) funge da “trait d’union” tra gli ambienti settecenteschi e quelli ottocenteschi. Da qui sulla destra si accede all’Appartamento Nuovo, definito anche ottocentesco in riferimento al periodo storico in cui furono portati a termine i lavori di arredo e decorazione, mentre a sinistra si accede all'Appartamento Vecchio o settecentesco.

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Sala del trono - veduta d'insieme

 

Introdotto dalle due Anticamere di Marte e di Astrea, completate durante il governo dei Napoleonidi, riccamente decorate con motivi neoclassici, l’Appartamento Nuovo prosegue con la Sala del trono. Questa sala, per grandezza inferiore solo al Grande Salone da Ballo previsto da Luigi Vanvitelli nell’Appartamento della Regina, fu l’ultima ad essere completata e fu inaugurata in occasione del Congresso delle Scienze, nel 1845. Lunga più di quaranta metri ed illuminata da ben sei finestre, ha al fondo un trono portatile, in legno dorato, intagliato e tappezzato in velluto. La decorazione simboleggia il potere assoluto e il dipinto centrale della volta, del pittore napoletano Gennaro Maldarelli, raffigura “La posa della prima pietra del Palazzo il 20 gennaio 1752”. Attraverso la Sala del Consiglio si entra nell’Appartamento destinato al Re. L’itinerario di visita prosegue con la mostra “Cose mai viste” situata nelle cosiddette Retrostanze.

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In questi ambienti, è esposta una selezione di manufatti d’eccellenza delle Collezioni borboniche: due pregiatissimi organi meccanici a cilindro, del maestro Anton Bayer, le preziose culle dei Principi Savoia ed i modelli lignei delle giostre che Alfonso di Borbone commissionò per il parco annesso alla“ Favorita”, residenza prediletta da Maria Carolina d’Asburgo, moglie di Ferdinando IV di Borbone.

Gli altri ambienti dell'Appartamento Ottocento sono caratterizzati da un arredo in stile neoclassico, declinato in tutte le sue forme, da quelle solide e solenni degli arredi in stile impero della camera da letto di Francesco II con il monumentale letto a baldacchino, a quelle eleganti e composte della toilette in marmo di Carrara nel bagno del sovrano, databile al 1829 . Completano l'appartamento le sale murattiane, con arredi in stile impero provenienti dalla reggia di Portici e la cappella di Pio IX.

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sala di astrea

Particolare delle decorazioni della sala di Astrea

 
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