Fontana di Eolo

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Seguendo la via d’acqua si arriva alla Fontana di Eolo raffigurante il dio che, sollecitato da Giunone, suscita la furia dei venti contro Enea e i Troiani. L'opera fu eseguita da Gaetano Salomone, Brunelli, Violani, Persico e Solari.

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È adorna di ventotto statue dei venti a fronte delle cinquantaquattro previste dal progetto originale. E’ una delle opere incompiute del parco: il progetto, di cui resta solo un modello in legno predisposto dallo stesso Vanvitelli, prevedeva un grande gruppo scultoreo di Eolo e Giunone su un carro trainato da pavoni, ma non fu mai realizzato. Le sculture di Giunone e dei pavoni sono attualmente all’ingresso degli uffici della Soprintendenza. Così pure nel bacino della fontana, che rappresenta il mare delle Eolie, dovevano essere realizzati tre isolotti raffiguranti i promontori siciliani del Peloro, Pachino e Lilibeo. Dei tre progettati solo i primi due furono realizzati privi di statuaria. In origine le statue dovevano “ gittare acqua “ tramite una conduttura in piombo e riversarsi nel bacino sottostante in maniera da creare il moto ondoso del mare in tempesta. Grandioso è l'emiciclo a porticato dove una cascata chiude come un velo alcuni fornici del portico.

 
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