Giardino Inglese - le Fabbriche

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Tra tutti, l’ambiente più suggestivo e ricco di scorci pittoreschi è il Bagno di Venere, così denominato per la presenza di una statua in marmo di Carrara, opera di Tommaso Solari, che ritrae la dea nell’atto di uscire dall’acqua di un piccolo lago, contornato da un bosco di allori, lecci ed esemplari monumentali di Taxus baccata.

All’interno di un manto roccioso, dove sorgeva un'antica cava di pozzolana, tra la fitta vegetazione, si nasconde il Criptoportico, una grotta semicircolare dalla volta rivestita da lacunari e arricchita da colonne, pilastri e statue classiche provenienti in parte dalla collezione Farnese, che suggeriscono le rovine di un porticato di un antico tempio.

Suggestivi sono anche i finti ruderi di un Tempietto dorico e il Tempio circolare, che si erge inaspettatamente nel boschetto denominato "del labirinto", opera di Carlo Vanvitelli.

Non lontano dalle antiche serre è la Palazzina Inglese, edificatata tra il 1790 e il 1794 e destinata ad abitazione del giardiniere Graefer.

Non va dimenticata inoltre l'Aperia dalla pianta ad emiciclo, utilizzata originariamente dal Vanvitelli come serbatoio d'acqua e più tardi per l'allevamento delle api; nel 1826 fu trasformata in serra, recentemente è stata adibita a teatro all'aperto.

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